Cos’è il Braille e come funziona: leggere senza vedere
Se domani non vedessi più, potresti ancora leggere? La risposta è sì. Ed è proprio da qui che inizia la nostra riflessione.
Oggi oltre 1,1 miliardi di persone nel mondo convivono con una qualche forma di perdita della vista. Secondo le stime, entro il 2050 questo numero potrebbe superare 1,7 miliardi.
La lettura, quindi, non è un tema per “pochi”, ma una questione che riguarda e continuerà a riguardare milioni di persone.
Cos’è il Braille
Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile utilizzato da persone cieche e ipovedenti. A differenza della scrittura tradizionale, non si basa sulla vista ma sul tatto.
Il sistema è composto da celle di sei punti in rilievo, disposti in diverse combinazioni.
Ogni combinazione rappresenta una lettera, un numero o un simbolo.
La lettura avviene facendo scorrere le dita sui punti, solitamente con il polpastrello dell’indice.
In questo modo è possibile leggere, scrivere e orientarsi anche senza usare gli occhi.
Chi ha inventato il Braille
Il Braille prende il nome da Louis Braille, un inventore francese che rimase cieco all’età di 3 anni. Durante i suoi studi, Louis entrò in contatto con un sistema chiamato “scrittura notturna”, ideato da Charles Barbier per i soldati: un codice basato su 12 punti in rilievo, pensato per leggere al buio senza parlare.
Il sistema funzionava, ma era troppo complesso. L’intuizione di Louis Braille fu quella di semplificarlo, riducendo i punti a sei e rendendo la lettura più rapida ed efficace. Da questa semplificazione nasce il Braille che conosciamo oggi.
La giornata mondiale del Braille si celebra ogni anno il 4 gennaio, proprio in memoria del suo inventore nato il 4 gennaio 1809.
Come funziona la lettura in Braille nel cervello
Una delle cose più interessanti del Braille riguarda il funzionamento del cervello.
Secondo il neuroscienziato Norihiro Sadato, quando una persona cieca legge in Braille, la corteccia visiva (la parte del cervello normalmente dedicata alla vista) non resta inattiva. Al contrario, il cervello si riorganizza.
Le informazioni che arrivano dal tatto vengono elaborate e trasformate in lettere, parole e significato. Questo processo è possibile grazie alla plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di adattarsi e trovare nuove funzioni quando cambiano le condizioni. In altre parole: anche senza vedere, il cervello può continuare a leggere. (ne abbiamo parlato in questo post sul nostro profilo Instagram)
Perché il Braille è importante oggi
Il Braille è molto importante perché non è solo un sistema di lettura. Il braille è uno strumento di autonomia, di accesso alle informazioni, di partecipazione attiva e coinvolgimento nella vita quotidiana.
Etichette, ascensori, farmaci, spazi pubblici: la presenza del Braille fa la differenza tra dipendere da qualcunə e potersi muovere in autonomia in un mondo progettato per più modi di funzionare, non per uno solo.
Progetti sul Braille e l’accessibilità in Italia
Anche in Italia esistono realtà che lavorano ogni giorno per rendere l’informazione e la cultura accessibili alle persone cieche e ipovedenti.
La Stamperia Braille
La Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”
La Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita , fondata nel 1928, è il principale punto di riferimento in Italia per la diffusione della cultura accessibile alle persone non vedenti.
Nessuna eccezione, solo soluzioni.
Il Braille dimostra che la lettura non è legata esclusivamente alla vista e che l’accessibilità è fondamentale per garantire equità e parità di diritti a tutte le persone.
FONTI
Bourne R. et al. (2020)
Trends in prevalence of blindness and distance and near vision impairment over 30 years.The Lancet Global Health.
Studio di riferimento sull’andamento globale della cecità e dell’ipovisione.Sadato N. (2005)
How the blind “see” Braille: lessons from functional magnetic resonance imaging.The Neuroscientist.
Ricerca fondamentale sul ruolo della corteccia visiva nella lettura Braille e sulla plasticità cerebrale.

