Sessismo e stereotipi di genere
A che punto siamo? Una ricerca sul territorio
L’8 marzo non è solo una ricorrenza da calendario, è un momento per portare l'attenzione sui diritti delle donne.
Oggi le forme esplicite di discriminazione sono meno frequenti grazie a un cambio di rotta culturale. Quando parliamo di sessismo, secondo la definizione del Consiglio d’Europa, parliamo di ogni atto, parola o immagine che relega una persona (principalmente di genere femminile) a una posizione di inferiorità.
Secondo i dati 2025 dell’Istituto per la parità di genere (EIGE), una donna in Italia:
ha il 33% di probabilità di avere un impiego a tempo pieno, mentre per un uomo la probabilità è del 53,1%
in una coppia eterosessuale guadagna il 46,8% in meno rispetto al proprio partner.
hai il 37,2% di probabilità in più di svolgere lavori domestici rispetto agli uomini.
Queste dinamiche consolidano stereotipi e ruoli di genere radicati che incrementano la diffusione di sessismo e microaggressioni.
A livello globale si stima che la parità di genere sarà raggiunta tra circa 123 anni (World Economic Forum, 2025). Nel 2025 il livello di parità di genere raggiunto è del 68,8% (Global Gender Gap Report, 2025).
Il cambiamento parte anche dal linguaggio: dalle parole con cui descriviamo le persone e dalle aspettative che proiettiamo.
I dati di questo questionario entrano a far parte della campagna di sensibilizzazione promossa da Polymita.it, il primo Inclusion Point digitale su Instagram. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Teatro Cinquequattrini con l’obiettivo di alimentare una riflessione condivisa.
La nostra indagine
Campione
Il campione è composto da 71 partecipanti, di cui il 90% di genere femminile. La prevalenza femminile non sorprende: le persone più esposte a dinamiche di genere sono anche le più motivate a riflettere su di esse.
Metodo
Un sondaggio anonimo diffuso su vari canali con domande su linguaggio, stereotipi e microaggressioni. In chiusura, uno spazio aperto per condividere la propria esperienza.
Risultati
Dalle risposte emerge un pattern chiaro: alle donne vengono attribuite caratteristiche estetiche ed emotive, agli uomini competenza e agency. Il femminile viene ancora usato come insulto ("non fare la femminuccia") mentre il corpo femminile continua ad essere oggetto di giudizio e aspettative sociali ("dovresti curarti di più"). Il 42% del campione non ha riconosciuto alcune frasi come sessiste.
8 persone su 10 hanno vissuto episodi di microaggressione su temi ricorrenti: aspetto fisico, abbigliamento, emozioni, lavoro, maternità, spesso intrecciati con componenti omofobe o razzializzanti.
Conclusioni
I dati mostrano con evidenza che esistono ancora molti stereotipi legati ai ruoli di genere. Spesso le donne stesse ad intercettarli, ma non sempre vengono riconosciuti come imposizione esterna: diventano interiorizzati.
Questa indagine, seuppur con i suoi limiti, restituisce un’immagine coerente con le ricerche internazionali:
Il sessimo implicito e interiorizzato persiste;
le microaggressioni sono parte dell’esperienza ordinaria di molte persone
il confine tra ciò che è sessista o meno può essere ancora confuso
Ulteriori dati raccolti dal questionario sono disponibili sul nostro profilo Instagram Polymita.it

